Contributi INPS Regime Forfettario 2026: Guida Completa alle 3 Gestioni

    Ultimo aggiornamento:

    In breve: I contributi INPS per forfettari nel 2026 dipendono dalla gestione previdenziale: Gestione Separata (26,07% sul reddito imponibile, nessun minimale, paga con saldo+acconti), Artigiani (24% con minimale annuo ~4.521 EUR) e Commercianti (24,48% con minimale ~4.612 EUR) pagano 4 rate fisse a maggio, agosto, novembre, febbraio. La riduzione 35% e' riservata ad Artigiani o Commercianti (Legge 190/2014, art. 1 c.77).

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    Se hai una partita IVA in regime forfettario, i contributi INPS sono quasi certamente la voce piu' pesante del tuo bilancio — piu' dell'imposta sostitutiva stessa. Per molti freelancer rappresentano oltre il 60% del carico fiscale totale, eppure sono anche la componente piu' fraintesa: quale gestione mi riguarda? Quanto pago se non fatturo nulla? Posso risparmiare con le riduzioni?

    La confusione nasce dal fatto che non esiste un'unica "aliquota INPS" — esistono tre gestioni diverse con regole, aliquote e modalita' di pagamento completamente differenti. Un professionista in Gestione Separata paga in modo proporzionale al reddito; un artigiano ha un minimale fisso da versare anche a fatturato zero. Capire la differenza puo' valere migliaia di euro l'anno.

    In questa guida confrontiamo le 3 gestioni previdenziali del regime forfettario con numeri aggiornati al 2026, spieghiamo le riduzioni disponibili (35% e il nuovo 50% per i neo-iscritti) e facciamo i calcoli con esempi concreti.


    A quale delle tre gestioni INPS sei iscritto come forfettario nel 2026?

    Le tre gestioni sono Separata (26,07%, nessun minimale), Artigiani (24%, minimale 4.521 EUR) e Commercianti (24,48%, minimale 4.612 EUR).

    La gestione previdenziale a cui sei iscritto dipende dal tipo di attivita' che svolgi. Non e' una scelta — e' determinata dal tuo codice ATECO. Questo e' uno degli aspetti che genera piu' confusione tra i nuovi forfettari, perche' due persone con lo stesso fatturato possono pagare importi INPS molto diversi a seconda della gestione.

    Gestione Separata (professionisti senza albo)

    Chi ne fa parte: la maggior parte dei freelancer — sviluppatori, designer, consulenti, copywriter, social media manager, fotografi, videomaker, formatori, e in generale tutti i professionisti che non hanno una cassa previdenziale di categoria.

    Caratteristiche principali:

    • Contributi proporzionali al reddito — se non guadagni, non paghi
    • Nessun contributo minimo fisso
    • Aliquota unica sul reddito imponibile
    • Versamento in 2 momenti (giugno e novembre), insieme all'imposta sostitutiva

    E' la gestione piu' "leggera" per chi inizia, perche' non impone costi fissi a fatturato zero.

    Tip pratico: se sei in Gestione Separata e hai un anno con entrate basse, il tuo carico INPS si adegua automaticamente. Non devi fare nessuna comunicazione — semplicemente verserai meno in sede di dichiarazione dei redditi.

    Gestione Artigiani

    Chi ne fa parte: chi svolge attivita' artigianali — parrucchieri, estetisti, elettricisti, idraulici, falegnami, fabbri, sarti, panificatori, e tutte le attivita' iscritte all'Albo Artigiani della Camera di Commercio.

    Caratteristiche principali:

    • Contributo minimo fisso annuo (paghi anche se non fatturi)
    • Contributo aggiuntivo sulla parte di reddito che supera il minimale
    • Possibilita' di riduzione 35% (o 50% per nuovi iscritti)
    • Versamento in 4 rate trimestrali (minimale) + 2 versamenti a giugno e novembre (eccedenza)

    Tip pratico: le 4 rate del minimale scadono il 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre e 16 febbraio dell'anno successivo. Segna queste date sul calendario — i ritardi generano sanzioni e interessi. Il saldo dell'eccedenza segue le stesse scadenze dell'imposta sostitutiva (la scadenza di giugno — per i forfettari e i soggetti ISA prorogata al 20 luglio nel 2026 — e il 30 novembre).

    Gestione Commercianti

    Chi ne fa parte: chi svolge attivita' commerciali — negozianti, e-commerce, agenti di commercio, intermediari, e tutte le attivita' iscritte alla Camera di Commercio nella sezione Commercio.

    Caratteristiche principali: identiche alla Gestione Artigiani, con aliquota leggermente piu' alta (24,48% vs 24,00%). La differenza e' dovuta al contributo aggiuntivo per l'indennizzo di cessazione attivita' commerciale — una forma di "paracadute" per chi chiude il negozio.

    Tip pratico: se gestisci un e-commerce, probabilmente rientri in questa categoria. Verifica il tuo codice ATECO — la classificazione come "commerciante" non dipende dal fatto che tu abbia un negozio fisico.


    Quanto si paga di contributi INPS nel regime forfettario nel 2026?

    L'aliquota Gestione Separata e' 26,07% sul reddito, Artigiani 24% con minimale 4.521 EUR, Commercianti 24,48% con minimale 4.612 EUR.

    Ecco i numeri ufficiali, aggiornati con le Circolari INPS n. 8/2026 e n. 14/2026.

    Gestione Separata: 26,07% (nessun minimale)

    ParametroValore 2026
    Aliquota totale26,07%
    di cui: IVS (pensione)25,00%
    di cui: malattia/maternita'0,72%
    di cui: ISCRO0,35%
    Minimale di reddito18.808 EUR
    Massimale di reddito122.295 EUR
    Contributo minimoNessuno (paghi solo se guadagni)

    Come si calcola: Reddito imponibile (incassato x coefficiente) x 26,07% = contributi dovuti.

    Se il tuo reddito imponibile e' inferiore a 18.808 EUR, versi comunque i contributi sulla quota effettiva (non esiste un "pavimento" per la Gestione Separata — il minimale di 18.808 EUR serve solo per il calcolo dei contributi utili alla pensione minima). In pratica, con un reddito imponibile di 10.000 EUR pagheresti 2.607 EUR di INPS — ne' un centesimo di piu', ne' uno di meno.

    Artigiani: 4.521,36 EUR/anno di minimale + eccedenza

    ParametroValore 2026
    Aliquota IVS24,00%
    Reddito minimale18.808 EUR
    Contributo fisso minimale (IVS + maternita')4.521,36 EUR
    Aliquota su eccedenza (fino a 55.008 EUR)24,00%
    Aliquota su eccedenza (da 55.008 a 91.680 EUR)25,00%
    Massimale di reddito91.680 EUR

    Come si calcola: paghi il minimale fisso (4.521,36 EUR) diviso in 4 rate trimestrali. Se il reddito imponibile supera 18.808 EUR, paghi il 24% sull'eccedenza fino a 55.008 EUR e il 25% sulla parte tra 55.008 e 91.680 EUR (per la maggior parte dei forfettari, con il limite di 85.000 EUR di fatturato, si resta nella prima fascia).

    Commercianti: 4.611,64 EUR/anno di minimale + eccedenza

    ParametroValore 2026
    Aliquota IVS24,48%
    Reddito minimale18.808 EUR
    Contributo fisso minimale (IVS + maternita' + cessazione)4.611,64 EUR
    Aliquota su eccedenza (fino a 55.008 EUR)24,48%
    Aliquota su eccedenza (da 55.008 a 91.680 EUR)25,48%
    Massimale di reddito91.680 EUR

    L'aliquota commercianti e' leggermente piu' alta (24,48% vs 24,00%) perche' include il contributo per l'indennizzo di cessazione attivita' commerciale. In valore assoluto, la differenza sul minimale e' di circa 90 EUR/anno — significativa ma non enorme.

    Tabella riassuntiva a confronto

    Gestione SeparataArtigianiCommercianti
    Aliquota26,07%24,00%24,48%
    Minimale annuoNessuno4.521 EUR4.612 EUR
    Con riduzione 35%2.939 EUR2.998 EUR
    Con riduzione 50%2.261 EUR2.306 EUR
    Massimale122.295 EUR91.680 EUR91.680 EUR
    Rate trimestraliNoSi (4)Si (4)
    Paghi a fatturato zero?NoSi (minimale)Si (minimale)

    Quali riduzioni INPS sono disponibili per i forfettari artigiani e commercianti?

    Artigiani e commercianti forfettari possono ottenere la riduzione del 35% (domanda una tantum INPS) o del 50% per i primi 36 mesi.

    Riduzione 35% per forfettari (Artigiani/Commercianti)

    Se sei artigiano o commerciante e sei in regime forfettario, puoi richiedere una riduzione del 35% su tutti i contributi INPS — sia il minimale sia l'eccedenza.

    Quanto risparmi: un artigiano risparmia circa 1.582 EUR/anno solo sul minimale. Un commerciante circa 1.614 EUR/anno.

    Come richiederla:

    1. Accedi al portale INPS con SPID/CIE
    2. Vai a "Cassetto Previdenziale Artigiani e Commercianti"
    3. Compila il modulo di dichiarazione di responsabilita'
    4. Invia entro il 28 febbraio (proroga al 2 marzo se cade di sabato)

    La domanda si fa una sola volta — il rinnovo e' automatico negli anni successivi finche' resti in regime forfettario.

    Attenzione: la riduzione si applica anche ai contributi che maturano per la pensione. Questo significa che verserai meno e avrai una pensione futura piu' bassa. E' un trade-off da valutare.

    Riduzione 50% per nuovi iscritti 2025-2026 (primi 36 mesi)

    La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto un'agevolazione ancora piu' forte: se ti iscrivi per la prima volta alla Camera di Commercio (come artigiano o commerciante) nel 2025 o 2026, puoi ottenere una riduzione del 50% sui contributi per i primi 36 mesi.

    Quanto risparmi: il risparmio e' consistente su tutti e 3 gli anni di applicazione. Ecco il confronto per un artigiano e un commerciante considerando solo il minimale:

    Nessuna riduzioneRiduzione 35%Riduzione 50%
    Artigiano — anno4.521 EUR2.939 EUR2.261 EUR
    Artigiano — 3 anni13.564 EUR8.816 EUR6.782 EUR
    Commerciante — anno4.612 EUR2.998 EUR2.306 EUR
    Commerciante — 3 anni13.835 EUR8.993 EUR6.918 EUR

    Un artigiano neo-iscritto risparmia circa 6.780 EUR in 3 anni rispetto a chi non ha riduzioni, e circa 2.034 EUR in piu' rispetto alla riduzione 35%.

    Requisiti: prima iscrizione in Camera di Commercio nel 2025 o 2026. Non e' cumulabile con la riduzione del 35% — devi scegliere l'una o l'altra (conviene quasi sempre il 50%).

    Come richiedere la riduzione (procedura INPS passo-passo)

    1. Vai su inps.it → accedi con SPID o CIE
    2. Cerca "Cassetto Previdenziale Artigiani e Commercianti"
    3. Seleziona "Domande telematiche" → "Riduzione contributiva"
    4. Compila la dichiarazione attestando di essere in regime forfettario
    5. Invia e conserva la ricevuta

    Tempistica: la riduzione viene applicata dall'INPS entro 30-60 giorni. I contributi gia' versati a importo pieno vengono compensati nelle rate successive.

    Errore comune: molti forfettari dimenticano di presentare la domanda di riduzione e pagano il minimale intero per anni. La domanda per la riduzione 35% si presenta una sola volta (poi e' automatica), ma va fatta — non e' mai applicata d'ufficio. Per la riduzione 50%, la finestra e' ancora piu' critica: i 36 mesi decorrono dalla data di iscrizione, non dalla data della domanda. Quindi prima presenti la richiesta, piu' mesi sfrutti.

    Attenzione: la riduzione impatta la pensione

    Meno contributi = meno pensione futura. Entrambe le riduzioni (35% e 50%) diminuiscono i contributi versati ai fini pensionistici. Questo significa meno settimane contributive accreditate e un assegno pensionistico piu' basso.

    Per fare un esempio concreto: con la riduzione 35%, un artigiano che versa 2.939 EUR/anno di minimale si vede accreditare circa 8 mesi di contribuzione pensionistica anziche' 12. Nel lungo periodo, la differenza si accumula.

    Se prevedi di restare forfettario per molti anni, valuta seriamente l'impatto a lungo termine. Alcune opzioni per compensare: versamenti volontari integrativi, un fondo pensione complementare (che gode anche di vantaggi fiscali), o semplicemente la scelta consapevole di non richiedere la riduzione se il tuo fatturato te lo permette.


    Come si calcolano i contributi INPS nel forfettario con un esempio pratico?

    Un designer in Gestione Separata con 40.000 EUR incassati e coefficiente 78% paga 31.200 x 26,07% = 8.134 EUR di contributi INPS.

    Esempio Gestione Separata (designer, 40.000 EUR incassati)

    VoceCalcoloImporto
    Incassato 202640.000 EUR
    Coefficiente (78%)40.000 x 0,7831.200 EUR
    Contributi INPS (26,07%)31.200 x 0,26078.133,84 EUR

    Giulia, designer freelance, su 40.000 EUR incassati paga 8.134 EUR di contributi INPS. Non ha minimale, non ha rate trimestrali — versa tutto a giugno e novembre.

    Esempio Artigiano con riduzione 35% (parrucchiere, 30.000 EUR incassati)

    VoceCalcoloImporto
    Incassato 202630.000 EUR
    Coefficiente (67%)30.000 x 0,6720.100 EUR
    Contributo minimale(fisso)4.521,36 EUR
    Reddito sopra minimale20.100 - 18.8081.292 EUR
    Contributo eccedenza (24%)1.292 x 0,24310,08 EUR
    Contributo lordo4.831,44 EUR
    Riduzione 35%4.831,44 x 0,35-1.691,00 EUR
    Contributo netto3.140,44 EUR

    Andrea, parrucchiere, su 30.000 EUR incassati paga 3.140 EUR di contributi. La riduzione 35% gli ha fatto risparmiare 1.691 EUR.

    Senza riduzione avrebbe pagato 4.831 EUR. Con la riduzione 50% (se nuovo iscritto) pagherebbe solo 2.416 EUR.

    Cosa cambia tra le 3 gestioni a parita' di incasso

    Per capire davvero la differenza, confrontiamo i contributi che tre forfettari con lo stesso incasso lordo (35.000 EUR) pagano nelle 3 gestioni, ipotizzando coefficiente 78% e riduzione 35% per artigiano/commerciante:

    Gestione SeparataArtigiano (rid. 35%)Commerciante (rid. 35%)
    Incassato35.000 EUR35.000 EUR35.000 EUR
    Reddito imponibile27.300 EUR23.450 EUR*23.450 EUR*
    Contributi dovuti7.116 EUR3.663 EUR3.736 EUR

    *Nota: il coefficiente varia per codice ATECO. Qui usiamo 67% per artigiani/commercianti e 78% per professionisti. Il reddito imponibile diverso spiega parte della differenza nei contributi.

    La differenza e' notevole: a parita' di incasso, un professionista in Gestione Separata paga quasi il doppio rispetto a un artigiano con riduzione. Ma attenzione — la Gestione Separata ha un'aliquota piu' alta proprio perche' include coperture aggiuntive (ISCRO, malattia, maternita') e non ha un minimale obbligatorio.


    Come funziona la deduzione dei contributi INPS dal reddito forfettario?

    I contributi INPS versati nell'anno precedente si deducono dal reddito imponibile prima di calcolare l'imposta sostitutiva del 5% o 15%.

    I contributi INPS versati nell'anno precedente si deducono dal reddito imponibile prima di calcolare l'imposta sostitutiva. E' l'unica deduzione ammessa nel regime forfettario, e il suo impatto e' significativo: piu' contributi versi, meno tasse paghi l'anno successivo.

    Il meccanismo funziona cosi': i contributi versati nell'anno N (ad esempio 2025) si deducono dal reddito dell'anno N+1 (2026). Non e' una detrazione dall'imposta, ma una deduzione dalla base imponibile — la differenza e' importante perche' riduce l'intero reddito su cui si calcola l'imposta sostitutiva.

    Esempio 1 — Professionista in Gestione Separata

    Laura, consulente marketing, ha un reddito imponibile 2026 di 46.800 EUR e ha versato 10.500 EUR di contributi INPS nel 2025.

    VoceCalcoloImporto
    Reddito imponibile 202646.800 EUR
    Contributi INPS versati 202510.500 EUR
    Imposta senza deduzione46.800 x 15%7.020 EUR
    Imposta con deduzione(46.800 - 10.500) x 15%5.445 EUR
    Risparmio1.575 EUR

    Esempio 2 — Artigiano con riduzione 35%

    Marco, elettricista forfettario, ha un reddito imponibile 2026 di 25.000 EUR e ha versato 3.140 EUR di contributi INPS ridotti nel 2025.

    VoceCalcoloImporto
    Reddito imponibile 202625.000 EUR
    Contributi INPS versati 20253.140 EUR
    Imposta senza deduzione25.000 x 15%3.750 EUR
    Imposta con deduzione(25.000 - 3.140) x 15%3.279 EUR
    Risparmio471 EUR

    Nota che Marco risparmia meno in valore assoluto perche' ha versato meno contributi (grazie alla riduzione 35%). Questo e' il trade-off della riduzione: paghi meno INPS oggi, ma deduci meno l'anno dopo. Il risparmio netto resta comunque positivo nella stragrande maggioranza dei casi.

    Questo effetto circolare — contributi che riducono le tasse, tasse che dipendono dai contributi dell'anno prima — rende il calcolo manuale piuttosto complicato. E' uno dei motivi per cui un calcolatore automatico fa la differenza.

    Un ultimo dettaglio importante: la deduzione si applica ai contributi effettivamente versati nell'anno, non a quelli dovuti. Se paghi in ritardo o salti una rata, la deduzione si sposta all'anno in cui effettui il versamento. Questo puo' creare "salti" nella tua pianificazione fiscale — un motivo in piu' per rispettare le scadenze.


    Domande frequenti

    Devo pagare l'INPS anche se non fatturo nulla?

    Dipende dalla gestione. In Gestione Separata paghi il 26,07% solo sul reddito effettivo: se fatturi zero, paghi zero. In Gestione Artigiani e Commercianti versi comunque il minimale di circa 4.521 o 4.612 EUR annui, indipendentemente dal fatturato (Circolare INPS 14/2026). Per artigiani e commercianti con ricavi bassi la riduzione 35% (Legge 190/2014, art. 1, c. 77) diventa decisiva.

    Posso cambiare gestione INPS?

    Non liberamente: la gestione INPS dipende dal tipo di attivita' e dal codice ATECO. Se svolgi attivita' artigianale, sei iscritto alla Gestione Artigiani; se sei professionista senza albo, alla Gestione Separata. Puoi cambiarla solo cambiando attivita' (ad esempio chiudendo la posizione artigiana per aprirne una come consulente). Non puoi "scegliere" la Gestione Separata solo per pagare meno.

    L'ISCRO cos'e' e ne ho diritto?

    L'ISCRO e' l'ammortizzatore sociale per i liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS (D.L. 73/2021, art. 67). Spetta se il reddito dell'anno precedente e' sceso di almeno il 30% rispetto alla media dei 2 anni prima e hai almeno 3 anni di contributi versati. Eroga fino a 800 EUR/mese per 6 mesi, domanda entro il 31 ottobre. Artigiani e commercianti non vi accedono.


    Fonti e riferimenti

    • Governo Italiano, Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, commi 54-89 — Disciplina del regime forfettario
    • Governo Italiano, Legge 29 dicembre 2022, n. 197, art. 1, comma 54 — Innalzamento soglia forfettario a 85.000 euro
    • INPS, Circolare n. 8 del 29 gennaio 2026 — Aliquote contributive Gestione Separata anno 2026
    • INPS, Circolare n. 14 del 7 febbraio 2026 — Minimali e massimali Artigiani e Commercianti 2026
    • Governo Italiano, Legge 190/2014, art. 1, comma 77 — Riduzione contributiva 35% per forfettari Artigiani e Commercianti
    • Governo Italiano, Decreto-Legge 25 maggio 2021, n. 73, art. 67, convertito con modificazioni dalla Legge 23 luglio 2021, n. 106 — Istituzione ISCRO per Gestione Separata

    Articolo aggiornato al 28 marzo 2026. Dati basati su Circolare INPS n. 8/2026 (Gestione Separata, aliquote e massimali) e Circolare INPS n. 14/2026 (Artigiani e Commercianti, minimali e aliquote). Per la tua situazione specifica, consulta un commercialista.

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