Fatturazione Elettronica Forfettari 2026: Guida Pratica con Esempi

    Ultimo aggiornamento:

    In breve: Dal 1 gennaio 2024 la fatturazione elettronica e' obbligatoria per tutti i forfettari senza eccezioni, qualunque sia il fatturato (Decreto PNRR 36/2022). Le fatture vanno emesse in XML via Sistema di Interscambio (SdI), con codice natura N2.2 (operazione non soggetta IVA) e bollo virtuale da 2 EUR per importi superiori a 77,47 EUR (D.M. 17/06/2014). Il pagamento del bollo e' trimestrale.

    Hai appena ricevuto il primo pagamento da un cliente e adesso ti chiedi: come faccio a emettere una fattura elettronica in regime forfettario? Quale codice IVA devo usare? E il bollo virtuale, quando serve?

    La fatturazione elettronica forfettari 2026 e' obbligatoria per tutti, senza eccezioni. Dal 1 gennaio 2024, ogni titolare di partita IVA in regime forfettario deve emettere fatture in formato XML tramite il Sistema di Interscambio (SdI). Non importa se fatturi 5.000 o 80.000 EUR all'anno: l'obbligo vale per tutti.

    La buona notizia? Non e' cosi' complicato come sembra. In questa guida ti spiego passo per passo come emettere la tua fattura elettronica, quali codici usare, come gestire il bollo virtuale, e quali errori evitare. Con un esempio reale di fattura compilata, cosi' puoi confrontarlo con la tua.


    Da quando e' obbligatoria la fattura elettronica per i forfettari nel 2026?

    Dal 1 gennaio 2024 tutti i forfettari devono emettere fattura elettronica via SdI, senza eccezioni di fatturato (D.L. 36/2022, art. 18).

    L'obbligo di fatturazione elettronica per i forfettari e' stato introdotto dall'articolo 18 del decreto-legge n. 36/2022. L'estensione e' avvenuta in modo graduale:

    • Dal 1 luglio 2022: obbligo per i forfettari con ricavi superiori a 25.000 EUR nell'anno precedente
    • Dal 1 gennaio 2024: obbligo esteso a tutti i forfettari, senza soglia minima di ricavi
    • 2026: l'obbligo e' pienamente operativo e consolidato

    Nel 2026 non esistono piu' esenzioni. Se hai una partita IVA in regime forfettario, devi emettere fattura elettronica. Punto.

    Chi deve emettere fattura elettronica nel forfettario?

    Tutti i titolari di partita IVA in regime forfettario (Legge 190/2014), indipendentemente da:

    • L'importo del fatturato annuo
    • Il tipo di attivita' (professionista, artigiano, commerciante)
    • La gestione INPS di appartenenza (Gestione Separata, Artigiani, Commercianti)

    L'unica eccezione riguarda le prestazioni sanitarie verso pazienti privati, per le quali il divieto di fatturazione elettronica resta in vigore per ragioni di privacy.

    Cosa rischi se non emetti fattura elettronica

    Le sanzioni per chi non rispetta l'obbligo sono significative:

    ViolazioneSanzione
    Mancata emissioneDal 5% al 10% dei corrispettivi non documentati (minimo 500 EUR)
    Emissione tardivaDal 5% al 10% dei corrispettivi (minimo 250 EUR)
    Violazione senza impatto sul redditoDa 250 a 2.000 EUR (sanzione fissa)

    Consiglio: emetti la fattura elettronica entro 12 giorni dalla data dell'operazione. Se la emetti lo stesso giorno dell'incasso, sei sempre al sicuro.


    Come si emette una fattura elettronica in regime forfettario passo per passo?

    Servono tre passaggi: scegliere un software, compilare con Regime RF19, Natura N2.2 e bollo virtuale, poi inviare tramite il SdI.

    Emettere una fattura elettronica nel forfettario richiede tre passaggi fondamentali: scegliere uno strumento, compilare i campi corretti, e inviarla tramite il Sistema di Interscambio.

    Passo 1: scegli il software di fatturazione

    Per emettere fatture elettroniche hai bisogno di un software che generi il file XML e lo trasmetta al SdI. Le opzioni principali per un forfettario nel 2026:

    Gratuiti:

    • Portale Fatture e Corrispettivi dell'Agenzia delle Entrate -- completamente gratuito, include la conservazione digitale a norma. Perfetto per chi emette poche fatture al mese.

    A pagamento (da 25 a 100 EUR/anno):

    • Fatture in Cloud, Aruba, FatturaPA, SoftwareSemplice, Finom e molti altri. Offrono automazioni, modelli salvati, e integrazione con conti bancari.

    La scelta dipende dal volume di fatture. Se emetti 3-4 fatture al mese, il portale dell'Agenzia delle Entrate e' piu' che sufficiente. Se ne emetti 10 o piu', un software a pagamento ti fa risparmiare tempo.

    Attenzione: Forfettino non e' un software di fatturazione. E' il tuo cruscotto fiscale: ti mostra quanto ti resta in tasca dopo tasse e contributi. Puoi usarlo insieme a qualsiasi software di fatturazione per avere sempre chiaro il tuo netto spendibile.

    Passo 2: compila i campi obbligatori

    Una fattura elettronica in regime forfettario ha alcuni campi specifici che la distinguono da una fattura ordinaria. Ecco i principali:

    CampoValore per il forfettarioNote
    Regime FiscaleRF19 -- Regime forfettarioI software lo compilano automaticamente
    Natura IVAN2.2 -- Non soggette, altri casiNon usare N2.1 (riservato a cessioni extra-UE)
    Aliquota IVA0%Non applichi IVA sulle vendite
    Bollo VirtualeSI (se importo > 77,47 EUR)Aggiunge 2 EUR di bollo
    Codice DestinatarioCodice SdI del cliente, oppure 00000000000000 se il cliente e' un privato

    La dicitura obbligatoria da inserire in fattura e':

    "Operazione effettuata ai sensi dell'articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 -- Regime forfettario. Operazione non soggetta a IVA."

    Alcuni software la inseriscono automaticamente. Verificalo prima di inviare la prima fattura.

    Passo 3: invia tramite il Sistema di Interscambio

    Una volta compilata, la fattura viene trasmessa al SdI, che:

    1. Verifica la correttezza formale del file XML
    2. Recapita la fattura al destinatario (tramite codice SdI o PEC)
    3. Notifica l'esito: consegnata, non consegnata, o scartata

    Se il SdI scarta la fattura (errore nei campi), hai 5 giorni per correggerla e reinviarla mantenendo la stessa data e numero.


    Come si compila una fattura elettronica forfettaria con un esempio pratico reale?

    Per una fattura da 3.000 EUR si indica Regime RF19, Natura N2.2, IVA 0%, bollo virtuale SI e nessuna ritenuta d'acconto forfettaria.

    Vediamo un caso concreto. Marco e' uno sviluppatore web freelancer in regime forfettario. Ha completato un progetto per un'agenzia (Rossi Digital Srl) e deve fatturare 3.000 EUR.

    I dati della fattura di Marco

    CampoValore
    Cedente/PrestatoreMarco Bianchi, P.IVA 12345678901
    Regime FiscaleRF19
    Cessionario/CommittenteRossi Digital Srl, P.IVA 98765432109
    Codice DestinatarioABC1234 (codice SdI di Rossi Digital)
    DescrizioneSviluppo sito web e-commerce -- progetto XYZ
    Importo3.000,00 EUR
    Aliquota IVA0%
    NaturaN2.2
    Bollo VirtualeSI (importo > 77,47 EUR)
    Totale documento3.000,00 EUR
    Ritenuta d'accontoNon applicata (i forfettari ne sono esenti)

    Cosa nota Marco sul suo conto

    Marco vede 3.000 EUR sul conto. Ma quanto puo' davvero spendere?

    Con il codice ATECO 62.01.00 (sviluppo software), il suo coefficiente di redditivita' e' il 67%. Su 3.000 EUR incassati:

    Reddito imponibile = 3.000 x 67% = 2.010 EUR
    Imposta sostitutiva (15%) = 2.010 x 15% = 301,50 EUR
    Contributi INPS (26,07%) = 2.010 x 26,07% = 524,01 EUR
    

    Su 3.000 EUR incassati, Marco deve accantonare circa 825,51 EUR tra tasse e contributi. Il suo netto spendibile su questa fattura e' circa 2.174,49 EUR.

    Nota: questo calcolo mostra la quota proporzionale a questa fattura. I contributi INPS effettivi si versano in sede di dichiarazione dei redditi (saldo + acconti), non fattura per fattura.

    Vuoi fare lo stesso calcolo sui tuoi incassi? Usa il calcolatore forfettario gratuito per scoprire il tuo netto spendibile reale.


    Quando si applica il bollo virtuale da 2 euro sulla fattura elettronica forfettaria?

    Il bollo di 2 EUR si applica su ogni fattura con importo superiore a 77,47 EUR e si versa trimestralmente all'Agenzia delle Entrate.

    Il bollo e' uno degli aspetti che genera piu' confusione tra i forfettari. Facciamo chiarezza.

    Quando si applica il bollo da 2 EUR

    L'imposta di bollo di 2 EUR si applica a ogni fattura elettronica con importo superiore a 77,47 EUR. Sotto questa soglia, il bollo non e' dovuto.

    Per i forfettari il bollo e' praticamente sempre obbligatorio, dato che la maggior parte delle fatture supera i 77,47 EUR.

    Come indicarlo in fattura

    Nel tracciato XML della fattura elettronica, devi valorizzare a "SI" il campo DatiBollo > BolloVirtuale. Tutti i software di fatturazione hanno un flag o un checkbox per attivarlo: basta spuntarlo.

    Attenzione: il bollo lo paghi tu (cedente/prestatore), non il cliente. Puoi pero' addebitarlo in fattura come voce separata, aggiungendo una riga "Rimborso imposta di bollo -- 2,00 EUR" con Natura N1 (escluso art. 15 DPR 633/72). Questa pratica e' legittima e molto diffusa.

    Come si paga il bollo: scadenze 2026

    Il pagamento dell'imposta di bollo avviene trimestralmente tramite il portale "Fatture e Corrispettivi" dell'Agenzia delle Entrate oppure con modello F24 (codice tributo 2521-2524).

    TrimestrePeriodoScadenza pagamento
    1 trimestreGennaio -- Marzo31 maggio 2026
    2 trimestreAprile -- Giugno30 settembre 2026
    3 trimestreLuglio -- Settembre30 novembre 2026
    4 trimestreOttobre -- Dicembre28 febbraio 2027

    Semplificazione: se l'importo del bollo nel primo trimestre e' inferiore a 5.000 EUR (quasi sempre, per i forfettari), puoi accorpare il pagamento al secondo trimestre. Lo stesso vale per il secondo trimestre, accorpabile al terzo se l'importo complessivo dei primi due trimestri resta sotto 5.000 EUR.

    Per non dimenticare queste scadenze, consulta il calendario completo delle scadenze fiscali forfettario 2026.


    Quali sono gli errori piu' comuni nella fattura elettronica dei forfettari?

    Gli errori piu' frequenti sono usare il codice Natura N2.1 invece di N2.2, dimenticare il bollo virtuale e applicare la ritenuta d'acconto.

    Dopo due anni di obbligo, certi errori continuano a ripetersi. Ecco i piu' frequenti e come evitarli.

    1. Usare il codice Natura sbagliato

    L'errore piu' diffuso: inserire N2.1 invece di N2.2. Il codice N2.1 e' riservato alle cessioni di beni extra-UE. Per il regime forfettario, il codice corretto e' sempre N2.2 -- Non soggette, altri casi.

    Se sbagli, il SdI potrebbe non scartare la fattura (il file e' formalmente valido), ma rischi segnalazioni in fase di controllo dall'Agenzia delle Entrate.

    2. Dimenticare il bollo virtuale

    Se emetti una fattura sopra 77,47 EUR senza indicare il bollo, l'Agenzia delle Entrate lo rileva automaticamente tramite i controlli incrociati sulle fatture elettroniche. La sanzione e' pari al doppio del bollo non pagato (quindi 4 EUR a fattura), oltre agli interessi.

    3. Non inserire la dicitura di esenzione IVA

    La dicitura che cita la Legge 190/2014 e' obbligatoria. Senza, la fattura e' formalmente incompleta. Inseriscila nel campo "Causale" o nelle note della fattura.

    4. Applicare la ritenuta d'acconto

    I forfettari sono esenti dalla ritenuta d'acconto. Se il tuo cliente la trattiene per errore (succede spesso con le grandi aziende), devi comunicargli che operi in regime forfettario e che la ritenuta non va applicata. La dicitura in fattura serve proprio a questo.

    5. Confondere incassato e fatturato

    Nel regime forfettario vale il principio di cassa: le tasse si calcolano su quanto hai incassato, non su quanto hai fatturato. Se emetti una fattura a dicembre 2026 ma il cliente paga a gennaio 2027, quell'importo conta per il 2027.

    Questo e' fondamentale per il calcolo delle tasse nel forfettario: registra sempre l'incasso effettivo, non la data di emissione della fattura.


    Quale software di fatturazione elettronica scegliere per un forfettario nel 2026?

    Il portale Fatture e Corrispettivi dell'AdE e' gratuito per chi emette poche fatture; i software a pagamento partono da 25 EUR all'anno.

    La scelta del software dipende da tre fattori: quante fatture emetti, quanto vuoi spendere, e quali funzionalita' ti servono.

    Opzione gratuita: Portale Fatture e Corrispettivi

    L'Agenzia delle Entrate mette a disposizione un portale gratuito che permette di:

    • Creare fatture elettroniche in formato XML
    • Inviarle tramite il SdI
    • Conservare i documenti a norma per 10 anni
    • Consultare le fatture ricevute

    Pro: gratuito, ufficiale, include la conservazione. Contro: interfaccia spartana, nessun modello salvato, nessuna automazione.

    Ideale per: chi emette meno di 5 fatture al mese.

    Opzioni a pagamento (25-100 EUR/anno)

    I software commerciali aggiungono:

    • Modelli fattura salvati: compili una volta, poi duplichi
    • Anagrafica clienti: dati precompilati
    • Dashboard ricavi: vedi il fatturato in tempo reale
    • Notifiche SdI: sai subito se la fattura e' stata consegnata o scartata
    • Export per il commercialista: file pronti per la dichiarazione

    Tra i piu' usati dai forfettari: Fatture in Cloud, Aruba Fatturazione, FatturaPA di Namirial, Finom.

    Consiglio: scegli il software in base alla semplicita', non alle funzionalita' avanzate. Come forfettario, non hai bisogno di gestione magazzino, DDT, o contabilita' ordinaria.


    Come funziona la fatturazione elettronica verso clienti esteri per i forfettari?

    Per clienti UE ed extra-UE si emette fattura via SdI con codice XXXXXXX; per acquisti dall'estero serve l'autofattura TD17 o TD19.

    Se lavori con clienti esteri -- cosa sempre piu' comune per freelancer digitali -- ci sono regole aggiuntive.

    Clienti UE (con partita IVA)

    Per le prestazioni di servizi verso clienti UE con partita IVA:

    • Emetti fattura elettronica normale (via SdI) con codice destinatario XXXXXXX (7 X)
    • Indica la partita IVA estera del cliente
    • Natura: N2.2
    • Dal 1 luglio 2022 non serve piu' l'esterometro: basta la fattura elettronica

    Clienti extra-UE

    Per i clienti fuori dall'Unione Europea, il processo e' lo stesso: fattura elettronica via SdI con codice destinatario XXXXXXX.

    Acquisti dall'estero: autofattura

    Se acquisti servizi da fornitori esteri (hosting, software, servizi cloud), devi emettere un'autofattura con tipo documento TD17 per i servizi (sia UE che extra-UE) o TD19 per l'acquisto di beni da fornitori extra-UE. L'autofattura va trasmessa via SdI entro il 15 del mese successivo all'operazione.


    Per quanti anni bisogna conservare le fatture elettroniche in regime forfettario?

    Le fatture elettroniche vanno conservate digitalmente per 10 anni secondo il CAD; il servizio gratuito dell'AdE lo fa automaticamente.

    Tutte le fatture elettroniche devono essere conservate in formato digitale per 10 anni. La conservazione deve rispettare le regole del CAD (Codice dell'Amministrazione Digitale).

    La soluzione piu' semplice: attivare il servizio gratuito di conservazione dell'Agenzia delle Entrate. Si attiva una volta sola dal portale Fatture e Corrispettivi, e da quel momento tutte le fatture emesse e ricevute vengono conservate automaticamente.

    Se usi un software di fatturazione a pagamento, verifica che includa la conservazione a norma nel prezzo. Molti la includono, alcuni la offrono come servizio aggiuntivo.


    Domande frequenti sulla fatturazione elettronica forfettari

    Il forfettario puo' emettere fattura cartacea?

    No. Dal 1 gennaio 2024 l'obbligo di fatturazione elettronica (D.Lgs. 127/2015, art. 1) vale per tutti i forfettari senza eccezioni legate al fatturato. L'unica eccezione sono le prestazioni sanitarie verso pazienti privati, escluse dal divieto di invio al SdI dei dati sanitari. Per tutte le altre fatture la trasmissione via Sistema di Interscambio e' obbligatoria.

    Il bollo da 2 EUR lo pago io o il cliente?

    Lo paghi tu, ma puoi addebitarlo al cliente aggiungendo una riga in fattura: "Rimborso imposta di bollo", importo 2,00 EUR, Natura N1. Il bollo da 2 EUR si applica solo a fatture di importo superiore a 77,47 EUR (Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 73/E del 6 dicembre 2021). E' una pratica legittima e diffusa.

    Cosa succede se il SdI scarta la mia fattura?

    Se la fattura viene scartata per errori formali (codice destinatario errato, partita IVA non valida), hai 5 giorni di calendario per correggerla e reinviarla mantenendo stesso numero e stessa data (D.Lgs. 127/2015, art. 1). Se la correggi entro i 5 giorni e' come se fosse stata emessa correttamente alla data originale: nessuna sanzione.

    Devo emettere fattura anche per importi piccoli?

    Si. L'obbligo di fatturazione elettronica (D.Lgs. 127/2015) non ha alcuna soglia minima di importo: anche per una consulenza da 50 EUR devi emettere fattura elettronica via SdI. L'imposta di bollo da 2 EUR pero' non si applica, perche' l'importo e' inferiore alla soglia di 77,47 EUR prevista dalla normativa vigente.


    In sintesi

    Ecco i punti chiave sulla fatturazione elettronica forfettari 2026:

    1. L'obbligo vale per tutti i forfettari, senza eccezioni di fatturato
    2. Codice Natura N2.2 e Regime RF19: i due campi fondamentali
    3. Bollo virtuale di 2 EUR su ogni fattura sopra 77,47 EUR, pagato trimestralmente
    4. Emissione entro 12 giorni dalla data dell'operazione
    5. Conservazione digitale per 10 anni: attiva il servizio gratuito dell'Agenzia delle Entrate

    La fatturazione e' un passaggio obbligatorio. Ma il passaggio successivo -- capire quanto ti resta davvero in tasca dopo tasse e contributi INPS -- e' quello che fa la differenza nella tua gestione quotidiana.

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    Fonti e riferimenti

    • Governo Italiano, Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, commi 54-89 — Disciplina del regime forfettario
    • Governo Italiano, Legge 29 dicembre 2022, n. 197, art. 1, comma 54 — Innalzamento soglia forfettario a 85.000 euro
    • Governo Italiano, Decreto Legislativo 5 agosto 2015, n. 127, art. 1 — Obbligo di fatturazione elettronica
    • Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 73/E del 6 dicembre 2021 — Imposta di bollo su fatture elettroniche, modalita' di assolvimento

    Articolo aggiornato al 7 aprile 2026. I dati fiscali fanno riferimento alla normativa vigente (D.L. 36/2022 art. 18, Legge 190/2014, provvedimenti Agenzia delle Entrate). Per la tua situazione specifica, consulta sempre un commercialista.

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