Forfettario o Ordinario nel 2026? Quando Conviene Davvero Cambiare

    Ultimo aggiornamento:

    In breve: Il forfettario conviene rispetto all'ordinario nel 2026 quando i costi reali sono bassi: l'imposta sostitutiva 5% o 15% sul reddito imponibile (calcolato con coefficiente ATECO 40-86%) batte quasi sempre l'IRPEF progressiva (23-43%). Diventa meno conveniente se hai costi deducibili sopra il 30% dei ricavi, acquisti con IVA rilevante, o redditi da dipendente oltre 35.000 EUR. Soglia uscita: 85.000 EUR annui (Legge 197/2022).

    E' la domanda da mille euro — anzi, da diverse migliaia di euro — che ogni freelancer italiano si pone almeno una volta all'anno: "Mi conviene ancora il forfettario?"

    Il regime forfettario e' il piu' amato dai lavoratori autonomi italiani — e a ragione: flat tax al 5% o 15%, niente IVA, contabilita' ridotta all'osso. Per la grande maggioranza dei freelancer resta la scelta piu' vantaggiosa. Ma non per tutti, e non per sempre.

    La verita' scomoda e' che la convenienza del forfettario dipende dalla tua situazione specifica: quanto fatturi, quanti costi hai, quali detrazioni perderesti, se hai acquisti con IVA rilevante. Esistono situazioni concrete — e non cosi' rare come pensi — in cui l'ordinario ti fa risparmiare migliaia di euro all'anno.

    In questa guida analizziamo il confronto reale tra i due regimi con due simulazioni concrete (una dove vince l'ordinario, una dove vince il forfettario), tabelle comparative, scenari di uscita e le risposte alle domande piu' frequenti.


    Quali sono le differenze chiave tra regime forfettario e ordinario nel 2026?

    Il forfettario prevede flat tax al 5-15% senza IVA; l'ordinario ha IRPEF progressiva dal 23% al 43% ma permette deduzioni reali e detrazione IVA.

    Forfettario: semplicita' e flat tax

    Nel forfettario:

    • Paghi una imposta sostitutiva (5% o 15%) sul reddito imponibile forfettario
    • Il reddito imponibile si calcola applicando il coefficiente di redditivita' al fatturato incassato
    • Non puoi dedurre le spese reali (computer, affitto, viaggi) — le spese sono "forfettizzate" nel coefficiente
    • L'unica deduzione ammessa e' per i contributi previdenziali
    • Non addebiti l'IVA ai clienti (e non la detrai sugli acquisti)
    • Non paghi IRAP, addizionali regionali e comunali

    Ordinario: deduzioni reali e IVA detraibile

    Nel regime ordinario (semplificato):

    • Paghi IRPEF progressiva (23% fino a 28.000 EUR, 35% fino a 50.000 EUR, 43% oltre)
    • Piu' addizionali regionali (~1,5-2%) e comunali (~0,5-1%)
    • Puoi dedurre tutte le spese effettivamente sostenute per l'attivita'
    • Puoi detrarre l'IVA sugli acquisti (ma devi addebitarla e versarla sulle fatture)
    • Hai accesso a tutte le detrazioni IRPEF personali (figli, mutuo, spese mediche, ristrutturazione, bonus edilizi)
    • Contabilita' piu' complessa, obbligo di registri IVA

    Tabella comparativa rapida

    AspettoForfettarioOrdinario semplificato
    Imposta sul reddito5% o 15% (flat)23-43% (progressiva)
    Spese deducibiliSolo forfettarie (coefficiente)Tutte le spese reali
    IVANon si applicaSi applica e si detrae
    IRAPEsenteDovuta (salvo esenzioni)
    Addizionali regionali/comunaliEsentiDovute
    Detrazioni personaliNessunaTutte (figli, mutuo, mediche...)
    Ritenuta d'accontoNon si applicaSi applica (20%)
    Contabilita'MinimaSemplificata o ordinaria
    Limite fatturato85.000 EURNessuno

    Quando conviene restare in regime forfettario rispetto all'ordinario?

    Il forfettario conviene quasi sempre con costi reali bassi, fatturato sotto 50.000 EUR e poche detrazioni personali da perdere.

    Il regime forfettario e' la scelta migliore nella maggioranza dei casi. Ecco i profili per cui conviene di piu'.

    Costi bassi e poche detrazioni personali

    Se sei un freelancer che lavora da casa con un computer portatile, i tuoi costi reali sono probabilmente molto inferiori al "forfait" che lo Stato ti riconosce. Esempio: con coefficiente 78%, lo Stato assume che il 22% del tuo fatturato siano costi. Se i tuoi costi reali sono solo il 5-10%, il forfettario ti avvantaggia enormemente.

    Regola pratica: se i tuoi costi reali (tutto compreso: attrezzature, software, viaggi, affitto studio, formazione) sono inferiori al complemento del coefficiente (22% per coeff. 78%, 33% per coeff. 67%), il forfettario conviene.

    Fatturato sotto i 50.000 EUR

    Con fatturati sotto i 50.000 EUR, l'imposta sostitutiva al 15% e' quasi sempre piu' bassa dell'IRPEF progressiva — anche considerando le deduzioni dell'ordinario. Con l'aliquota al 5% (primi 5 anni), il vantaggio e' ancora piu' netto.

    Clienti privati (non aziende)

    Se i tuoi clienti sono privati (personal trainer, parrucchieri, creativi B2C), il fatto di non addebitare l'IVA ti rende piu' competitivo: il tuo prezzo e' il prezzo finale, senza il +22% di IVA.


    In quali casi il regime ordinario fa risparmiare piu' del forfettario?

    L'ordinario conviene quando i costi reali superano il forfait, hai detrazioni IRPEF rilevanti (mutuo, figli) o acquisti con IVA elevata.

    Ci sono situazioni in cui passare all'ordinario puo' farti risparmiare migliaia di euro. Non sono la regola, ma non sono nemmeno eccezioni rare.

    Costi reali superiori al forfait

    Se i tuoi costi effettivi sono molto piu' alti di quelli riconosciuti dal coefficiente, l'ordinario ti permette di dedurli tutti, abbassando il reddito imponibile reale.

    Esempio: un consulente con coefficiente 78% e 60.000 EUR di fatturato ha un reddito forfettario di 46.800 EUR. Ma se ha costi reali per 25.000 EUR (affitto studio, collaboratori, viaggi, attrezzature), il suo reddito reale e' solo 35.000 EUR. In ordinario, paga le tasse su 35.000 EUR; in forfettario, su 46.800 EUR.

    Molte detrazioni personali

    Nel forfettario perdi tutte le detrazioni IRPEF personali:

    • Detrazione figli a carico
    • Detrazione interessi mutuo prima casa (19%, fino a 760 EUR/anno)
    • Detrazione spese mediche (19% sopra la franchigia di 129,11 EUR)
    • Bonus ristrutturazione (36% prima casa, 30% altri immobili nel 2026) e ecobonus (36%/30%)
    • Bonus mobili, bonus verde, sismabonus

    Se hai un mutuo, figli a carico e spese mediche significative, le detrazioni perse possono valere 3.000-5.000 EUR/anno — a volte di piu'.

    Acquisti con IVA elevata

    Nel forfettario non puoi detrarre l'IVA sugli acquisti. Se compri attrezzature costose (macchinari, tecnologia, veicoli), il 22% di IVA pagata e' un costo secco. In ordinario lo recuperi.

    Esempio: un fotografo che compra 10.000 EUR di attrezzature paga 2.200 EUR di IVA non detraibile in forfettario. In ordinario, quei 2.200 EUR li recupera.

    Collaborazioni con PA e grandi aziende

    Se lavori prevalentemente con la Pubblica Amministrazione o con grandi aziende, queste sono abituate a gestire l'IVA e la ritenuta d'acconto. Non avere l'IVA in fattura puo' creare complicazioni amministrative (anche se non e' un obbligo per loro accettare fatture senza IVA).

    Come fare un calcolo rapido in autonomia

    Prima di pagare un commercialista per la simulazione, puoi fare una stima grossolana con questa formula:

    1. Calcola il reddito forfettario: fatturato x coefficiente
    2. Calcola il reddito ordinario: fatturato - costi reali
    3. Se il reddito ordinario e' almeno il 25% piu' basso di quello forfettario, vale la pena approfondire con una simulazione dettagliata
    4. Aggiungi le detrazioni perse nel forfettario (mutuo, figli, mediche) — se superano i 2.000 EUR/anno, l'ordinario merita un'analisi seria

    Non e' un calcolo esatto, ma ti dice subito se sei nel "territorio grigio" dove la scelta non e' ovvia.


    Quanto si risparmia con il forfettario rispetto all'ordinario su 40.000 e 60.000 EUR?

    A 40.000 EUR con costi bassi il forfettario al 5% fa risparmiare oltre 4.000 EUR; a 60.000 EUR con costi alti l'ordinario vince di circa 1.800 EUR.

    Vediamo un confronto reale con numeri concreti.

    Caso studio: consulente IT, 60.000 EUR incassati, costi reali 15.000 EUR

    Ipotesi: Marco, consulente IT, codice ATECO 62.02.00, coefficiente 78%, Gestione Separata, 7° anno di attivita'. Ha costi reali per 15.000 EUR (affitto coworking, software, hardware, formazione). Ha un mutuo (detrazione 500 EUR/anno) e spese mediche (detrazione 200 EUR/anno).

    Scenario A: Regime Forfettario

    VoceCalcoloImporto
    Incassato60.000 EUR
    Reddito imponibile (78%)60.000 x 0,7846.800 EUR
    Contributi INPS (26,07%)46.800 x 0,260712.201 EUR
    Reddito netto fiscale46.800 - 10.500 (INPS anno prec.)36.300 EUR
    Imposta sostitutiva (15%)36.300 x 0,155.445 EUR
    Totale tasse + contributi17.646 EUR
    Costi reali sostenuti-15.000 EUR
    Netto in tasca27.354 EUR

    Scenario B: Regime Ordinario Semplificato

    VoceCalcoloImporto
    Incassato60.000 EUR
    Costi deducibili-15.000 EUR
    Reddito lordo45.000 EUR
    Contributi INPS (26,07% su reddito forfettario*)~12.201 EUR
    Reddito imponibile IRPEF45.000 - 12.20132.799 EUR
    IRPEF lorda28.000 x 23% + 4.799 x 35%8.120 EUR
    Detrazioni lavoro autonomo(stima)-1.200 EUR
    Detrazione mutuo-500 EUR
    Detrazione spese mediche-200 EUR
    IRPEF netta6.220 EUR
    Addizionali reg./com. (~2%)32.799 x 0,02656 EUR
    Totale tasse + contributi19.077 EUR
    Costi reali sostenuti(inclusi nei 45.000 sopra)
    IVA detratta su acquisti (22% di 15.000)credito+3.300 EUR
    Netto in tasca60.000 - 19.077 - 15.000 + 3.30029.223 EUR

    (Nota: in ordinario il calcolo INPS Gestione Separata si basa sul reddito effettivo, non forfettario. Qui semplifichiamo per confronto diretto.)

    Verdetto

    ForfettarioOrdinarioDifferenza
    Netto in tasca27.354 EUR~29.200 EUR+1.846 EUR ordinario

    In questo caso specifico, l'ordinario conviene — il risparmio deriva dalla combinazione di costi reali alti (15.000 EUR vs 13.200 EUR di forfait), detrazioni personali (700 EUR) e IVA recuperata (3.300 EUR).

    Ma attenzione: non e' sempre cosi'. Vediamo il caso opposto.

    Caso studio 2: copywriter, 40.000 EUR incassati, costi reali 3.000 EUR

    Ipotesi: Sara, copywriter freelance, codice ATECO 73.11.02, coefficiente 78%, Gestione Separata, 3° anno (aliquota 5%). Lavora da casa, i suoi unici costi sono un abbonamento software e qualche libro. Nessun mutuo, nessuna detrazione rilevante.

    Scenario A: Regime Forfettario

    VoceCalcoloImporto
    Incassato40.000 EUR
    Reddito imponibile (78%)40.000 x 0,7831.200 EUR
    Contributi INPS (26,07%)31.200 x 0,26078.134 EUR
    Reddito netto fiscale31.200 - 7.000 (INPS anno prec.)24.200 EUR
    Imposta sostitutiva (5%)24.200 x 0,051.210 EUR
    Totale tasse + contributi9.344 EUR
    Costi reali sostenuti-3.000 EUR
    Netto in tasca27.656 EUR

    Scenario B: Regime Ordinario Semplificato

    VoceCalcoloImporto
    Incassato40.000 EUR
    Costi deducibili-3.000 EUR
    Reddito lordo37.000 EUR
    Contributi INPS (26,07%)31.200 x 0,2607~8.134 EUR
    Reddito imponibile IRPEF37.000 - 8.13428.866 EUR
    IRPEF lorda28.000 x 23% + 866 x 35%6.743 EUR
    Detrazioni lavoro autonomo(stima)-1.100 EUR
    IRPEF netta5.643 EUR
    Addizionali reg./com. (~2%)28.866 x 0,02577 EUR
    Totale tasse + contributi14.354 EUR
    IVA detratta su acquisti (22% di 3.000)credito+660 EUR
    Netto in tasca40.000 - 14.354 + 660 - 3.00023.306 EUR

    Verdetto caso 2

    ForfettarioOrdinarioDifferenza
    Netto in tasca27.656 EUR~23.306 EUR+4.350 EUR forfettario

    Sara risparmia oltre 4.000 EUR restando in forfettario. Il motivo? Costi reali bassissimi (3.000 EUR vs 8.800 EUR di forfait riconosciuto), aliquota al 5%, e nessuna detrazione personale da perdere. Questo e' il profilo classico del freelancer per cui il forfettario e' imbattibile.

    La lezione dei due casi studio

    Non esiste una risposta universale. La convenienza dipende da tre variabili chiave: quanto pesano i tuoi costi reali rispetto al forfait, quante detrazioni personali perderesti, e quanto IVA recupereresti in ordinario. Se anche solo due di queste tre giocano a favore dell'ordinario, vale la pena fare i calcoli con i tuoi numeri reali.


    Come e quando si esce dal regime forfettario per passare all'ordinario?

    L'uscita e' volontaria (vincolo triennale) o obbligatoria: sopra 85.000 EUR si esce dall'anno dopo, sopra 100.000 EUR si esce subito.

    Uscita volontaria

    Puoi decidere di passare all'ordinario in qualsiasi momento, dal 1° gennaio dell'anno successivo. L'opzione si esercita "per comportamento concludente" (inizi ad applicare l'IVA) e va comunicata nella dichiarazione IVA.

    Vincolo: l'opzione per l'ordinario e' valida per almeno 3 anni. Non puoi tornare al forfettario prima di 3 anni dall'uscita volontaria.

    Uscita obbligatoria — superamento soglie

    ScenarioSogliaEffetto
    Ricavi tra 85.001 e 100.000 EUR> 85.000 EUREsci dall'anno successivo
    Ricavi oltre 100.000 EUR> 100.000 EUREsci immediatamente (da quell'operazione in poi)
    Perdita altri requisiti(dipendenti >20k, partecipazioni, ecc.)Esci dall'anno successivo

    Il superamento dei 100.000 EUR: lo scenario peggiore

    Se nel corso del 2026 superi i 100.000 EUR di incassato, devi:

    1. Applicare l'IVA su tutte le fatture dalla data di superamento (non da gennaio)
    2. Versare l'IVA per il periodo residuo dell'anno
    3. Passare alla contabilita' ordinaria
    4. Ricalcolare tutto in regime ordinario per la parte di anno restante
    5. Presentare dichiarazione IVA per il periodo ordinario

    E' lo scenario piu' caotico — gestire due regimi nello stesso anno significa doppia contabilita', ricalcoli retroattivi e un commercialista che ti presentera' un conto salato. Nella pratica, se a ottobre ti accorgi di aver superato i 100.000 EUR, devi riemettere le fatture di ottobre-dicembre con IVA e riorganizzare tutta la documentazione. Per questo monitorare la soglia in tempo reale e' fondamentale: meglio rallentare a novembre che trovarsi nel caos a gennaio.

    Il vincolo triennale dell'ordinario

    Se esci volontariamente dal forfettario per passare all'ordinario, devi restare in ordinario per almeno 3 anni. Dopo il triennio, puoi rientrare nel forfettario (se rispetti tutti i requisiti). L'uscita obbligatoria (per superamento soglia) non ha vincolo triennale — puoi rientrare appena torni sotto soglia.


    Domande frequenti

    Conviene il forfettario se guadagno molto?

    Con fatturati 60-85k EUR e costi bassi il forfettario conviene quasi sempre: l'imposta sostitutiva del 15% e' inferiore all'IRPEF progressiva che arriverebbe al 35-43% su quegli importi. La soglia psicologica e' 50-60k EUR: sotto vince quasi sempre il forfettario, sopra conviene una simulazione numerica con i tuoi costi reali e le tue detrazioni personali.

    Posso rientrare nel forfettario dopo essere passato all'ordinario?

    Si, con tempistiche diverse secondo l'uscita. Se e' stata volontaria, vale il vincolo triennale: 3 anni in ordinario prima di poter rientrare nel forfettario. Se e' stata obbligatoria per superamento soglia 85.000 EUR (L. 197/2022, art. 1, comma 54), nessun vincolo: rientri gia' l'anno successivo purche' tu sia tornato sotto 85.000 EUR e rispetti gli altri requisiti.

    Il mio commercialista dice che il forfettario conviene sempre. Ha ragione?

    Nella maggior parte dei casi si, ma non sempre. Il forfettario e' piu' semplice da gestire — meno adempimenti, meno lavoro anche per lo studio. Se hai costi reali elevati (superiori al coefficiente ATECO di Legge 190/2014, Allegato 4), detrazioni personali importanti (mutuo, figli, ristrutturazione) o acquisti con IVA rilevante, chiedi una simulazione comparativa numerica prima di decidere.


    Fonti e riferimenti

    • Governo Italiano, Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, commi 54-89 — Disciplina del regime forfettario
    • Governo Italiano, Legge 29 dicembre 2022, n. 197, art. 1, comma 54 — Innalzamento soglia forfettario a 85.000 euro
    • Governo Italiano, Legge 190/2014, Allegato 4 — Tabella coefficienti di redditivita' per codice ATECO
    • Agenzia delle Entrate, Circolare n. 9/E del 10 aprile 2019 — Regime forfettario, chiarimenti operativi

    Articolo aggiornato al 29 marzo 2026. La simulazione usa dati esemplificativi e non sostituisce una consulenza professionale. Le aliquote IRPEF e le detrazioni fanno riferimento alla normativa vigente. Per la tua situazione specifica, consulta un commercialista.

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